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25 Novembre 2021
21:00
Teatro dell'Aquila
Musica e spettacoli

L’Ultima Estate

opera in un atto

da L’ultima estate di Marcello Filotei e Sopra un basso rilievo antico sepolcrale di Giacomo Leopardi
testo e musica di Marcello Filotei
drammaturgia di Vincenzo De Vivo
voce narrante Greg

24.08.2016 ore 3.36 fine di un mondo. La scossa di terremoto che ha distrutto il comune di Arquata del Tronto, radendo al suolo la frazione di Pescara, ha portato via con sé decine di vite e l’illusione che si potesse vivere fuori dal tempo.
L’opera lirica L’ultima estate è un modo per fare memoria e al tempo stesso congelare nella musica il dolore e le speranze di una comunità che sta ancora lottando per tornare a vivere a pieno quei luoghi.
Gli autori hanno immaginato una Via Crucis laica, organizzata come un lungo piano sequenza cinematografico nel quale in ogni “stazione” luoghi e personaggi rivivono per qualche momento.
La protagonista è Alexandra sorella coraggiosa che dopo nove ore di resistenza sotterranea è riemersa dalle macerie e dopo qualche centinaia di flebo è uscita anche dall’ospedale. Accanto a lei orbitano i genitori che non ce l’hanno fatta. Ma prima di raggiungere gli ospedali e conquistare il diritto alla malinconia bisogna camminare sulle macerie, con le scarpe sbagliate. Durante il tragitto riemergono personaggi antichi, quasi delle maschere, che si possono ritrovare in ogni piccolo centro: il Poeta, il Vigile urbano, il Gestore del circolo culturale, il Rivoluzionario, il Fotografo. Alcuni non ci sono più, ma continuano a convivere nel racconto con amici d’infanzia, cugini, zii, genitori. A tenere insieme la storia, che alterna continuamente presente e passato attraverso l’uso della tecnica del flashback, è l’amore per un mondo perduto, il dolore per le persone scomparse e la necessità di provare a comprendere come sia possibile che un luogo del cuore possa tradire chi lo ama.
L’attore che racconta in prima persona i fatti, sarà affiancata da un ottetto vocale, utilizzato sia come coro che commenta gli avvenimenti, sia come bacino dal quale trarre di volta in volta una o più voci soliste che rimandi a un personaggio o a una situazione.
Evitando una rappresentazione realistica della vicenda ed evocando sensazioni e sentimenti più che i luoghi della tragedia, gli autori intendono rileggere un fatto specifico come emblema universale non solo del dolore, ma anche dell’incapacità dell’uomo di dominare la natura.
Non si tratta solo di ripercorrere momenti del passato, ma soprattutto di fare i conti con il presente: la spensieratezza è perduta, la memoria è diventata malinconia, ma da qualche parte ci deve essere una speranza

Musica di Marcello Filotei
Solisti dell’Accademia di Arte Lirica di Osimo Bruno Maderna Ensemble
direttore Gabriele Bonolis
mise-en-space Cesare Scarton
impianto scenico e luci Andrea Tocchio
motion graphics Flaviano Pizzardi

Informazioni

Biglietteria del Teatro dell'Aquila: 0734.284295 - biglietteriateatro@comune.fermo.it

Organizzazione

Fondazione Flavio Vespasiano in collaborazione con Conservatorio "G.B. Pergolesi" di Fermo e Accademia di Arte Lirica di Osimo

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